Nuove miscele e autosemina.

Vedovina Maggiore, Vedovina Selvatica, Borragine e Facelia, cosa abbiamo scoperto.

Nei quattro anni di sperimentazione del Progetto Melissa, abbiamo coltivato varie specie di mellifere, con l'intenzione di creare una miscela di sementi che desse la possibilità al coltivatore e o apicoltore di avere  una fioritura a scalare che accompagnasse il campo verso l'ultima e più importante fioritura, quella della Vedovina Maggiore (Cephalaria Transsylvanica). Questo per permettere anche agli apicoltori di poter coltivare un appezzamento senza compromessi, con una produzione mellifera per  gran parte della stagione ed al contempo utilizzarlo per la coltivazione e diffusione delle piante salva api. Per chi invece non aveva apiari ma era mosso dall'intenzione di seminare appezzamenti, o anche piccoli giardini a sostegno delle api, si era pensato alla Cephalaria Transsylvanica in purezza. Così che anche senza molta esperienza si potevano riprodurre le sementi e aumentare la diffusione della specie (nel modulo si trovano domande appositamente dedicate, come esperienza di coltivazione, presenza di apiari). Nella ricerca e nell'osservazione sul campo (è proprio il caso di dirlo) ci siamo accorti che sia la Vedovina Maggiore che un'altra specie affine, la Vedovina Selvatica si riseminavano nei campi di coltura precedenti e non solo, esemplari sono apparsi sempre più nelle aree intorno a quelle dedicate alla sperimentazione. La ricerca ci ha poi portato verso la Borragine, un'altra spontanea mellifera e alla Facelia, una pianta alloctona conosciuta dagli apicoltori per le grandi proprietà mellifere,  fino a definire due miscele differenti, una per esigenze dei coltivatori che devono aumentare la produzione attirando i pronubi fin dalle prime fioriture degli ortaggi. una seconda per gli apicoltori che hanno la necessità di produrre e di aiutare le api nutrendole con le Vedovine prima del riposo invernale. Il fine ultimo però, rimane il medesimo, la diffusione delle specie autoctone salva api. Per saperne di più sulle miscele di semi a distribuzione gratuita clicca qui

La Vedovina Selvatica  

Nel primo anno di coltivazione un incidente portò alla perdita di tutta la coltivazione prima della produzione delle sementi. La scorta nella nostra banca semi non era  sufficiente per poter proseguire il progetto, le numerose richieste e le tante email di incoraggiamento ci portarono ad un impegno maggiore per trovare una soluzione. Perciò iniziammo una raccolta in natura (clicca qui per sapere dove e come raccogliere le sementi di Cephalaria Trannsylvanica).

Fu così che ci imbattemmo nella Vedovina Selvatica (Scabiosa columbaria).

Appartenente alla stessa famiglia della Vedovina Maggiore (Caprifoliaceae) ma di genere differente. Molto ha in comune con la sorella "maggiore", compensando però con alcune caratteristiche complementari adatte al nostro progetto.

Se la Vedovina Maggiore infatti ha una maggiore resistenza alla siccità, la Selvatica ha molte meno esigenze di terreno e coltivazione, è più tollerante alle basse temperature, anche se meno competitiva con le infestanti  e con una produzione di fiori è leggermente inferiore alla V. Maggiore, con cui comunque condivide la capacità mellifera e la fioritura tardiva (dove coltiviamo, nel Lazio si prolunga fino a novembre, con una maggiore produzione di sementi rispetto alla V.Maggiore) ha una capacità di autosemina e colonizzazione più importante, e qui arriva il punto, perché la garnde capacità di colonizzazione delle Vedovine  ha plasmato la nuova miscela di sementi di piante salva Api, (clicca qui per sapere come coltivare e raccogliere i semi di Scabiosa columbaria in natura).

Vedovine, Facelia e Borragine, la miscela rivoluzionaria

Trovate una seconda specie mellifera spontanea mancava però una fioritura di produzione, più affine alle specie spontanee,  anticipata rispetto alle due Salva Api, per poter far sì che gli apicoltori potessero utilizzare al meglio gli appezzamenti dedicati ai loro apiari, in modo da incentivare chi ha in mano le sorti delle piccole pronubi. Ed ecco il perché della Facelia (Phacelia tanacetifolia) è una pianta alloctona di origine Sud-Ovest degli Stati Uniti, conosciuta dagli apicoltori per la quantità e qualità  è un ottima mellifera, con molte altre caratteristiche che vi invitiamo ad approfondire nell'apposita sezione dedicata alla coltivazione (clicca qui per sapere di più sulla Facelia e su come coltivarla). Ma la strada è ancora lunga, l'obiettivo infatti è di utilizzare tutte specie autoctone, per rispettare il più possibile l'equilibrio ecologico, la soluzione l'avevamo sotto gli occhi. Nella Tenuta dei Cercatori, dove ci sono gli appezzamenti dedicati al Progetto Melissa cresce spontanea una pianta della stessa famiglia della Facelia (Boraginaceae), la Borragine (Borago officinalis). Rustica, mellifera tra le prime venti per produzione, il miele monofloreale che se ne può ricavare è pregiato, ma non essendoci scopi commerciali nella coltivazione e quindi mancando appezzamenti a Borragine è molto raro. Ha caratteristiche vicine alla Facelia, anche se poco meno produttiva, ha però un coefficiente di colonizzazione delle aree altissimo, almeno dove le condizioni sono adatte. Abbiamo così deciso di creare due miscele, una con la Borragine per gli agricoltori e una con la Facelia per gli apicoltori. Come vedrete la fioriture anticipano quella delle Vedovine, attirando  i pronubi impollinatori negli orti in una e dare produzione l'altra. 

Crediamo infatti che con un ritorno un ritorno economico o di produzione dalla coltivazione si possano superare le reticenze di chi impegna risorse per coltivarle e sacrificare spazio e tempo in ambito commerciale, importantissimo per quanto riguarda la sostenibilità e l'impatto con l'ambiente, aiutare le api non solo quindi con le specie salva api, ma anche con la possibilità di incentivare le aziende con un miglioramento economico.

Ma veniamo alle protagoniste del Progetto, la Vedovina Maggiore e la Vedovina Selvatica, come potete vedere infatti nelle seguenti planimetrie entrambe le specie colonizzano l'areale di semina  in maniera costante e sempre maggiore nelle stagioni. Godono inoltre di importanti proprietà di auto risemina (o auto semina) che permettono di gestire più appezzamenti aumentando con la sola lavorazione la presenza delle piante salva api. Allo scopo abbiamo dedicato 6 ettari che coltiviamo in lotti differenti anno per anno per poter tracciare e studiare la presenza delle specie colti

 Come vedremo tra poco grazie alle caratteristiche morfologiche delle specie sarà possibile scegliere come e quando lasciare spazio alla colonizzazione della specie autoctona più adatta al nostro pedoclima e dare un forte sostegno alle nostre amiche api (ed agli altri pronubi).

Mappe della coltivazione e diffusione negli anni

Vediamo una mappa aerea di dove coltiviamo e sperimentiamo. La Tenuta dei Cercatori si trova ad Ardea, alle porte di Roma. Il suolo è un medio impasto, il mare è a circa 5 chilometri, il microclima mite. L'appezzamento che abbiamo scelto per riprodurre i semi di Vedovina  è di circa due ettari per stagione, seguendo una rotazione nei sei totali  dedicati al Progetto Melissa. La rotazione ci serve proprio per analizzare la capacità di auto risemina, o meglio diffusione di queste spontanee, poiché non ci sono ancora studi in proposito. Il primo anno (2015), coltivammo un appezzamento di circa 1 ettaro (v. foto 1)che però non giunse al termine perché prima della raccolta delle sementi fu arato per un malinteso con il proprietario della Tenuta, al tempo in uso gratuito e di cui ora siamo affittuari ed unici gestori.

Fig 1. Gli appezzamenti dedicati al Progetto Melissa negli anni precedenti

Nel 2016 quindi siamo stati costretti a correre ai ripari, le sementi rimaste erano esigue, e non sufficienti, anche per le tante richieste che giornalmente pervenivano. Decidemmo quindi di rimboccarci le maniche e cercare i semi di Vedovina Maggiore in natura non essendo più reperibili in commercio. Nella ricerca ci imbattemmo in una specie affine, molto diffusa in un areale a circa 60 chilometri dalla nostra zona, la Scabiosa columbaria. Dopo il consiglio con l'UniPisa e i ricercatori i cui studi hanno ispirato il progetto abbiamo deciso di includere anche questa specie nel progetto, sia per la grande disponibilità di sementi, sia perché non condividendo lo stesso habitat della Vedovina Maggiore probabilmente  aveva caratteristiche complementari, cioè si sarebbe adattata dove "cugina" maggiore non trovava esito.

Fig 2.Diffusione per autosemina dopo il primo anno di coltivazione portata a termine

La coltivazione nel 2016 fu effettuata quindi con le sementi disponibili in un appezzamento sempre di circa un ettaro (V. fig1), il più lontano possibile dalle altre colture, con la stessa quantità di semi per tutte e due le specie, cioè Vedovina Maggiore e Vedovina selvatica. Per i metodi agricolturali vi consigliamo di leggere l'apposita sezione (clicca qui per andare alla pagina della coltivazione). Il raccolto andò bene, anche se molto dispendioso poiché l'unico modo possibile, essendo agli inizi, fu quello manuale. Raccogliendo le Cipsele, essiccandole ed infine vagliandole (vedi sezione coltivazione). Molto lavoro e soddisfazione. Le richieste nel frattempo aumentavano perciò decidemmo per la prima distribuzione gratuita (clicca qui per andare alla pagina della distribuzione). Fu il 2017 però l'anno della svolta, la disponibilità delle sementi ci permise di coltivare due ettari (vedi fig.2). Nel mese di Agosto, sotto un sole rovente di un anno particolarmente siccitoso ci accorgemmo che le piante si stavano diffondendo in maniera massiccia. La Cephalaria Transsylvanica nel campo coltivato l'anno precedente e in una zona limitrofa alla coltivazione del 2017 (di queste però non escludiamo una contaminazione nella semina dell'anno stesso, anche se lo sviluppo delle piante era anticipato rispetto a quelle coltivate). Mentre la Scabiosa Columbaria si era concentrata in una zona umida, nel canale di scolo delle acque di irrigazione (nel 2017 irrigammo in emergenza con il semovente per evitare di perdere il raccolto) ed in una zona adiacente ad una piscina abbandonata da anni confinante con la tenuta.

Nel 2018, spinti dai successi dell'anno precedente e grazie agli introiti della canapa abbiamo potuto seminare due ettari con un maggior quantitativo di semi, e iniziare la sperimentazione con la Facelia (Phacelia tanacetifolia). Questa mellifera dalle molteplici proprietà è atta a sostituire nel miscuglio a distribuzione gratuita le specie meno affini pensate nei primi anni.Utilizzando le caratteristiche biologiche e morfologiche della pianta è possibile limitarne l'auto semina quando le specie autoctone siano sufficientemente diffuse, per poter ristabilire la presenza della Vedovina (Selvatica,Maggiore oc me da noi, entrambe) più adatta al pedoclima e alle caratteristiche del terreno, dando così il nutrimento alle nostre amiche api nei mesi difficili nel modo più naturale e meno invasivo possibile. 

Fig 3. Coltivazione del 2018 e diffusione sempre più importante, prima semina della Facelia

Fig 4. Coltivazione odierna, con sperimentazione su Vedovina Alpina

Il 2018 infatti ci ha permesso di definire con certezza le capacità di colonizzazione delle due specie di Vedovina, come potete vedere in fig 3. La diffusione in un anno dalle condizioni meteorologiche non estreme è importantissima. Non solo nel campo di coltivazione della stagione precedente, ma in tutta la zona limitrofa, arrivando nella seconda stagione a coprire un area di più ettari, anche lontani dalla coltivazione. Se è vero infatti che quando eseguiamo la rotazione (vedi Fig.4) lavoriamo il terreno dell'anno precedente la terra con trincia, estirpatore e infine fresa e che questo può aiutare l'auto semina, la colonizzazione è avvenuta in aree esterne al campo, quindi coltivando il miscuglio del progetto Melissa si colonizza il luogo con le Vedovine, che si attecchiscono e si diffondono in base alle caratteristiche che trovano.

Coltivazione 2019, sperimentazione con Vedovina Alpina e Borragine

Con la certezza dell'auto semina e della colonizzazione delle Vedovine abbiamo potuto variare il miscuglio togliendo le specie mellifere meno affini dei primi due anni, per inserire la Facelia  (già coltivata in un piccolo appezzamento per la produzione dei semi già nel 2018), che anche se con una forte propensione all'auto semina non germina in presenza di luce, il seme va interrato qualche cm alla semina, caratteristica che vogliamo sfruttare. La pianta raggiunge l'altezza di circa un metro, poco meno della Vedovina Selvatica che raggiunge i 40 e simile alal V. Maggiore.  Quello che vorremmo dimostrare nella sperimentazione sulla coltivazione odierna è la possibilità di eseguire uno sfalcio in luglio ad altezza definita, in modo da poter limitare la produzione delle sementi di Facelia e al contempo aiutare la V. Maggiore (questa gradisce lo sfalcio, ne aumenta la produzione di fiori) senza dover usare l'aratro per interrare le piante quando e se avremo deciso di lasciare solo le specie autoctone (in un paio di stagioni la zona sarà fortemente colonizzata dalla specie di Vedovina più adatta). Nell'apposita sezione guide alla coltivazione troverete un'analisi delle piante e della loro biologia, oltre che le indicazioni dalla semina alla raccolta dei semi per le stagioni successive, sia per piccoli che per grandi appezzamenti. Lo scopo finale però, del Progetto Melissa è la diffusione delle piante utili alle api e al contempo autoctone, per poter rispettare il più possibile l'equilibrio ecologico.

Abbiamo quindi inserito la Borragine, per ora  presente solo nella miscela per coltivatori, l'appezzamento dedicato alla Borragine è pari a quello della Facelia, ed ha sia lo scopo di produzione sementi che di sperimentazione, cercheremo infatti di automatizzare o rendere il più possibile semplice la raccolta delle sementi, tracciare la capacità di auto risemina a seguito della lavorazione del campo l'anno successivo e tracceremo la propensione alla colonizzazione del luogo, misurandone l'incremento rispetto a quelle tracciate nel corso dei primi mesi di quest'anno. La Borragine è candidata a sostituire la Facelia in tutte le miscele, fondi permettendo.

Per richiedere le sementi, che siate agricoltori o apicoltori è necessario compilare il modulo di richiesta semi,  dall'analisi delle risposte si evince che molte richieste arrivano da zone in altitudine, (clicca qui per leggere le analisi del modulo), per questo stiamo iniziando una nuova sperimentazione con un ulteriore specie, la Vedovina Alpina (Cephalaria alpina) per poter coprire i più ampi ambienti con ulteriori specie salva api.

 

Conclusioni

Anche se ogni anno è stato importantissimo, il 2019  è fondamentale, perché dobbiamo dimostrare le ipotesi sulla Facelia, produrre le sementi per una distribuzione di massa di questa e della Borragine, viste le moltissime richieste, ad oggi più di migliaio. Se anche tu hai fatto richiesta delle sementi gratuite puoi controllare nella lista di distribuzione quando ti saranno inviate.

Ti invitiamo ad approfondire sulla pagina dedicata al Progetto Melissa di questo sito.

Nonostante il numero impressionante di richieste e le risorse impegnate dall'associazione no profit Cercatori di Semi purtroppo negli anni abbiamo raccolto poco più di € 400,00, che non hanno coperto nemmeno le spese del primo anno. Impegniamo tutti i proventi dell' associazione no profit derivanti dalla vendita di sementi nel progetto, perché come vedrai in ogni sezione c'è la possibilità concreta di fare molto, non solo grazie a noi, ma all'impegno e alle intenzioni di chi ci segue. Aiutaci con una donazione, aiutaci  a non far naufragare un progetto così importante.

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Il Progetto Melissa nasce dall'associazione Culturale senza scopo di lucro CERCATORI DI SEMI, che si occupa della produzione conservazione e distribuzione delle sementi di ecotipi di orticole locali, in nome della biodiversità e della sostenibilità.

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